Per questo motivo, era solito ripetere ogni qualvolta si ritrovava a discutere privatamente con qualcuno: "Chiunque parla, anche se parla bene, si perde in ciò che dice. Ciò che dice gli basta: lo fa illudere di aver fatto quanto dice di voler fare. Le parole, in verità vi dico, sono trappole cinesi per dita: più ti sforzi di liberartene, più strette si serrano sulle dita."
Nonostante ciò, Egli parlava spesso in pubblico. E numerosi erano quelli che lo ascoltavano volentieri. Infatti, quanto più Egli si sforzava di non parlare, tanto più si abbandonava ai discorsi in pubblico, preso da un'animosità infiammata dall'ipocrisia di molti di quegli stessi che lo ascoltavano parlare.
Se parlava, era perché la sincerità che portava nel cuore gli impediva di tacere.
I suoi discorsi erano difficili da seguire; ma erano come gocce d'acqua nelle caverne: lentamente, inevitabilmente e inesorabilmente scavavano anche la roccia più dura, lasciando solchi indelebili, attraverso cui la stessa acqua fluiva, invisibile, all'interno della pietra.
Un giorno si sedeva in pochi a un tavolo a bere della birra in letizia, e mentre Lucifero raccontava un aneddoto, qualcuno disse: "Sono sempre così interessanti i tuoi racconti!"
Al ché Lucifero si interruppe, si fece torvo in viso, guardò colui che aveva parlato, e scuotendo la testa disse: "Quelli che chiamate racconti, in verità vi dico, sono parabole."
Allora, quello stesso che prima aveva parlato chiese "Cosa significa che non sono racconti ma parabole?"
E Lucifero rispose: "Chi ascolta e vede parabole, riconosce i misteri, perché sente la complessità e la moltitudine in cui la luce - che non è vera luce ma ombra proiettata sull'essere - fraziona l'universo. Così, costui riconosce la ricchezza, la meraviglia e l'unicità di tutto quanto esiste. Per tutti gli altri, invece, ciò che dico sono solo racconti, parole che intrattengono, che allietano e distendono. Sono parole che si tenta di comprendere; ma che verranno dimenticate proprio in quanto parole.
In verità vi dico: la parabola, come il moto di un proiettile, va diritta al bersaglio. Ma solo se chi la pronuncia sa sparare. Altrimenti, cade nel vuoto."
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