Il Verbo determina la vita in sé, in tutto ciò che essa è, incontraddistinta e identica a se stessa nel momento stesso in cui è.
In verità vi dico: al Verbo segue l'Avverbio, poiché è l'Avverbio che costituisce l'esistere.
L'Avverbio è la parte più importante del discorso: Esso esprime la realtà di ciò che il Soggetto è in quel contingente momento del suo essere.
In verità vi dico: ci è dato di conoscere solo questo contingente momento del Verbo che è l'Avverbio; questo e nient'altro. Poiché la luce, che è vera menzogna mostrata ad occhi che davvero sanno vedere, fraziona la verità dell'Essere in infinitesimali contingenze in cui si frantuma l'originaria ed effettiva unicità del principio.
In verità vi dico: il Verbo non sa di essere, poiché semplicemente è.
Il Verbo è il Soggetto Unico che si vive, senza conoscersi: è l'identità stessa del sé e del suo essere.
L'Avverbio, che segue il principio in una infinita catena di contingenze, è l'esistere stesso nei suoi modi e nei suoi tempi; nei termini finiti della sua infinitezza: il suo implicito essere che si esplicita nel continuo susseguirsi dell'esistere.
In verità vi dico: il segreto è pronunciabile dal Soggetto; che dice:
"IO SO-NO"
Solo ponendosi altro-da-sé, infatti, il Soggetto può conoscere ciò che di sé si svela come contingente. E questo contingente altro non è che l'Avverbio.
In verità vi dico: il Soggetto non può conoscere di sé che verità minute e particolari, minimali e frattali aspetti del proprio unico e indivisibile essere.
In verità vi dico: la conoscenza non è che riflesso, poiché la luce, suo veicolo, procede dalla tenebra imprescutabile: il Verbo è.
In verità vi dico: la conoscenza del principio non è.
Il principio, infatti, è; ma non può conoscersi nell'assoluto presente che è il suo essere.
Esso, infatti, è sempre e assolutamente presente come Avverbio; che è contingenza del Verbo. Ma ogni contingente, in quel suo esistere che è presenza a e di se stesso, ha il sentimento del suo esistere come contingente frattale del Verbo, ma non possiede conoscenza del suo essere.
In verità vi dico: guardate all'Avverbio per ciò che esso è nel suo esistere, poiché solo così potrete ritrovare il Verbo che esso stesso è.
Io sono Lucifero, il Narratore, e dalle tenebre vi invito nuovamente ad esistere.